• 25 AGO 22
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    Contratture quando e perchè trattarle

    Contratture quando e perchè trattarle

    Una contrattura muscolare è rappresentata da una contrazione involontaria e dolorosa delle fibre muscolari appartenenti ad uno o più distretti anatomici. Il muscolo si presenta rigido ed ipertonico e questa condizione è dovuta principalmente alla retrazione ed all’accorciamento delle fibre muscolari stesse.

    Il dolore non compare subito ma il giorno successivo e già questo aspetto ci fa escludere lesioni muscolari decisamente più gravi come lo stiramento e lo strappo (che gli operatori del benessere non possono trattare ma sicuramente riconoscere) dove, invece, la sintomatologia dolorosa si presenta nell’immediato avvenimento del trauma e nelle quali è d’obbligo l’intervento di un medico che redigerà una diagnosi con successivo piano terapeutico per il recupero.

    La contrattura, di fatto, non è una vera e propria lesione muscolare ma, bensì, un’ alterazione delle fibre muscolari apprezzabile anche al tatto.

    Per il recupero, solitamente, sono necessari dai 3 ai 7 giorni dove, nel caso di individui che praticano attività sportiva, sarà necessario valutare un’eventuale riposo dagli allenamenti e dalle gare.

    Per quanto riguarda le modalità di risoluzione di una contrattura sono di fondamentale importanza tre elementi: il caldo, lo stretching ed i massaggi.

    E’ molto importante, per i massaggiatori e per gli operatori del benessere, saper valutare e soprattutto riconoscere i sintomi di una contrattura muscolare in modo tale da poterla trattare correttamente.

    La prima valutazione da fare è quella visiva. Innanzitutto osservando attentamente i due emilati della persona. In questo modo si potrà notare un eventuale ipertono di una delle due parti del corpo. Come abbiamo detto prima un muscolo contratto visivamente apparirà più “gonfio” rispetto ad uno non fisiologicamente alterato.

    La seconda valutazione che viene fatta è quella relativa alla palpazione. Iniziando a massaggiare la zona interessata, nel caso di una contrattura, noteremo un rilasciamento della muscolatura non coinvolta e, invece, un affioramento delle fibre muscolari contratte che al tatto si presenteranno come un cordone molto più rigido e compatto.

    Una valutazione molto importante da fare è, inoltre, quella relativa alla tipologia di dolore che la persona trattata percepisce. Nella maggior parte dei casi una contrattura genera un dolore acuto e localizzato che al massimo prosegue lungo il decorso delle fibre muscolari interessate. Talvolta è però possibile che contratture molto forti e diffuse possano generare un dolore diverso da quello classico. Contraendosi, infatti, il muscolo si retrae e si irrigidisce potendo occludere, in alcuni casi, anche il decorso dei nervi e dei vasi sanguigni che scorrono al suo interno. In questi casi la persona percepirà un dolore che non sarà più localizzato ed acuto ma si presenterà come un bruciore dell’intero arto. Ulteriori sintomi possono essere rappresentati dalla comparsa di parestesia, formicolio e perdita di forza da parte dell’arto coinvolto.

    Questo secondo tipo di sintomatologia è solitamente da attribuirsi ad una infiammazione nervosa che può essere generata dalla presenza di un’ernia (sulla quale gli operatori del benessere non possono assolutamente intervenire) oppure, come abbiamo detto, da una contrattura muscolare molto forte che occlude e di conseguenza infiamma un nervo. In questo secondo caso, lavorando sulla contrattura muscolare sarà possibile eliminare i sintomi di rigidità muscolare, articolare e del dolore.

    Nella pratica esistono principalmente due casi, in cui un muscolo contratto può generare questi sintomi di bruciore: la contrattura della porzione superiore del trapezio e del piriforme.

    Queste due tipologie di contrattura sono particolarmente presenti, insieme a quelle relative al tratto lombare del rachide e dei gastrocnemi, nelle persone sedentarie e sono generate da posture lavorative non ergonomiche e scorrette. Mi riferisco in modo particolare alla retrazione ed all’accorciamento della muscolatura del trapezio che si riscontra in persone che svolgono prevalentemente lavori alla scrivania. In questi casi una postura scorretta che porta ad una contrazione isometrica della quasi totalità della muscolatura del rachide non seguita nelle restanti ore della giornata da esercizio fisico, stretching o massaggi condurrà la muscolatura stessa a rimanere accorciata e contratta per un lungo periodo di tempo.

    Nel secondo caso, che statisticamente si verifica nell’80% dei casi in individui di sesso femminile per una conformazione più ampia del bacino, il muscolo a rimanere contratto è il piriforme. Questo è un muscolo di piccole dimensioni situato sotto il grande gluteo il cui decorso sovrasta il passaggio del nervo sciatico. Anche in questo caso, il piriforme, rimanendo contratto ed accorciato, andrà ad occludere il decorso del nervo sciatico infiammandolo e generando i sintomi tipici di un ernia ma in realtà imputabili ad una contrattura muscolare e quindi risolvibili con alcuni trattamenti di massaggio decontratturante.

    Per quanto riguarda le persone che praticano un’attività sportiva, anche amatoriale, saranno soggette a contratture specifiche in relazione allo sport praticato.

    In entrambi i casi il trattamento della contrattura è consigliabile e porterà, entro 4/5 trattamenti, ad una corretto ripristino dell’attività muscolare e all’eliminazione della sintomatologia dolorosa.

    Una contrattura viene trattata con manovre specifiche di massaggio decontratturante che porteranno, gradualmente, la muscolatura a ritornare nella sua condizione ottimale. In alcuni casi al termine della seduta viene applicato il kinesio tape che, utilizzando un principio di feedback neuromuscolare, solleverà gli strati della cute stimolando la circolazione sanguigna e linfatica e dando, inoltre, al sistema nervoso, un input per continuare a mantenere la muscolatura decontratta fino al trattamento successivo.

    Per concludere, quindi, trattare una contrattura muscolare è di fondamentale importanza in quanto andremo innanzitutto ad eliminare il sintomo del dolore, a ripristinare la corretta elasticità muscolare ed inoltre elimineremo quel senso di rigidità che un muscolo retratto impone alle articolazioni interessate. Gli atleti, inoltre, andranno ad avere un muscolo che sarà in grado di contrarsi nel miglior modo possibile garantendo la massima espressione di performance.

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